La sindrome da paraganglioma-feocromocitoma ereditario è una condizione genetica che predispone allo sviluppo di tumori neuroendocrini, la cui localizzazione e malignità sono influenzate dal gene specifico associato. Le mutazioni in geni come SDHB sono associate a un aumentato rischio di tumori maligni, mentre altre, come quelle di SDHD, SDHAF2 e MAX, devono essere ereditate per via paterna per manifestarsi, poiché sono geni a imprinting materno.
Sindrome da paraganglioma-feocromocitoma ereditario
La sindrome di paraganglioma-feocromocitoma ereditaria è dovuta a mutazioni in un insieme di geni, tra cui SDHB, SDHC, SDHD, SDHAF2, MAX e TMEM127. Questi geni svolgono un ruolo cruciale nel ciclo energetico cellulare e nel rilevamento dell'ossigeno. Le mutazioni nella famiglia di geni SDHx (succinato deidrogenasi) provocano un accumulo di succinato, che promuove la formazione di tumori in condizioni di apparente basso livello di ossigeno. I geni MAX e TMEM127 sono anche coinvolti nelle vie di proliferazione cellulare e la loro alterazione contribuisce allo sviluppo tumorale.
L'incidenza globale di questa sindrome è bassa, interessando circa 1 persona ogni 300.000 all'anno, senza distinzione di etnia, sebbene la prevalenza di mutazioni specifiche possa variare. Il gene colpito determina in gran parte il tipo e la localizzazione dei tumori. Ad esempio, le mutazioni in SDHB sono frequentemente associate a paragangliomi extra-surrenalici con un alto potenziale di malignità. D'altra parte, le mutazioni in SDHD e SDHAF2 solitamente causano paragangliomi nella testa e nel collo e presentano un fenomeno di ereditarietà con imprinting materno, in cui la malattia si manifesta solo se la mutazione viene ereditata dal padre.
Sintomi
I sintomi dipendono dalla localizzazione del tumore e dalla sua capacità di produrre un eccesso di ormoni come le catecolamine. I tumori secernenti possono causare ipertensione arteriosa (sostenuta o in crisi), forti mal di testa, sudorazione eccessiva, palpitazioni e pallore. I tumori in testa e collo possono generare problemi di udito, raucedine o difficoltà a deglutire. L'età di insorgenza è variabile, ma tende a essere più precoce nelle forme ereditarie, con diagnosi spesso in infanzia o in giovani adulti.
Gestione della malattia
Il trattamento principale è l'asportazione chirurgica dei tumori, quando possibile. Prima dell'intervento chirurgico, è fondamentale un controllo farmacologico con bloccanti alfa-adrenergici per stabilizzare la pressione sanguigna e prevenire complicanze. Nei casi di malattia metastatica o tumori non resecabili, le opzioni includono terapie mirate, chemioterapia o radioterapia con isotopi radioattivi come il 131I-MIBG. È fondamentale un monitoraggio periodico a vita con esami di imaging e analisi biochimiche per rilevare recidive o nuovi tumori.
Geni analizzati
Bibliografia
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